Traffico Internet, utenti schedati illegalmente:
da: http://hightech.blogosfere.it
Traffico Internet, utenti schedati illegalmente: Garante e blogosfera bacchettano Telecom Italia, Vodafone Wind e H3G
La riservatezza anche della navigazione in Internet e dell’uso dei motori di ricerca vanno tutelate.
Questo il principio ribadito ieri dal Garante per la protezione dei dati personali che ha contestato le violazioni della privacy commesse da Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G. Gli abusi evidenziati riguardano i dati di traffico Internet e telefonico degli utenti: informazioni preziose che il business ha da tempo imparato ad utilizzare per creare profili degli utenti attorno ai quali vengono poi studiate offerte su misura.
Questi i provvedimenti presi: a Telecom, Vodafone e H3G, è stata imposta la cancellazione di informazioni, illegittimamente conservate, riguardanti i siti Internet visitati dagli utenti; a Vodafone, H3G e Wind è stata impartita l’adozione di specifiche misure tecniche per la messa in sicurezza dei dati personali conservati a fini di giustizia.
PuntoInformatico commenta: se è vero che non sono poi moltissimi gli utenti italiani che navigano su Internet via cellulare, chi lo fa fino ad oggi ha corso il rischio di essere sottoposto ad una schedatura di fatto.
Il Decreto Pisanu infatti prevede che non siano registrati dati apparentemente esterni alla comunicazione (pagine web visitate o gli indirizzi IP di destinazione), che possono coincidere di fatto con il “contenuto” della comunicazione, consentendo di ricostruire relazioni personali e sociali, convinzioni religiose, orientamenti politici, abitudini sessuali e stato di salute.
Come ben sa chi naviga con regolarità, molto, se non proprio tutto, può essere desunto da un’analisi dei log. Ecco perché la blogosfera lamenta il ritardo con cui è intervenuto il Garante.
Aghost commenta: ci sono voluti due anni perché il Garante si rendesse conto, in qualche maniera, che i gestori telefonici non rispettano la privacy dei clienti, conservando illecitamente i dati di connessione e navigazione in internet.
Telecom Italia ad esempio includeva “perfino le interrogazioni ai motori di ricerca effettuate dagli utenti”. Risale infatti al dicembre del 2005 la disposizione del Garante riguardo il trattamento dei dati delle connessioni internet, disposizione bellamente ignorata dai gestori.
E, nonostante si riconoscano i meriti del Garante, i provvedimenti presi non soddisfano: ora il Garante si sveglia, dopo due anni, per accorgersi che i gestori, delle sue belle disposizioni, semplicemente se ne fregano. Che succede allora, di fronte ad un illecito, ad un abuso grave dei gestori? In Italia, sostanzialmente niente. Il Garante emette altre disposizioni, poi ripiomba in un sonno profondo di mesi o anni, fino al successivo risveglio.
Mentre c’é chi ironizza sulla scarsa consapevolezza dell’utente, il discorso collettivo della blogosfera torna a un tema già trattato ampiamente, il ruolo di Google e la transnazionalità della Rete. Proprio Google è in procinto di lanciare un nuovo servizio noto come Google Health dove ogni utente potrà costruire il proprio profilo medico, condividere tali informazioni con parenti e medici, ottenere news e approfondimenti personalizzati. Informazioni a dir poco riservate.
WebNews scrive: Microsoft ad un servizio simile aveva già pensato e, per una volta, ha anche battuto Google sul tempo, presentanto nell’ottobre 2007 il suo portale HealthVault.
Inutile dire che tutte le preoccupazioni su privacy e integrità dei dati, che a suo tempo furono sollevate per Google Docs e Gmail, si rivelano ancor più pressanti e urgenti quando si parla di dati medici.
La virtualizzazione dei servizi espone noi e i nostri dati in modo esponenziale: c’é necessità di un adeguamento rapido e consapevole ma per ora accontentiamoci delle ottime disposizioni del Garante. Un passo alla volta, tanto quel che fa Google è cosa nota.
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