PIANO DI INCENTIVO O PDR?

PIANO DI INCENTIVO O PDR?

335 EURO O 2725,00 EURO?

Se e` gia` tanto brava da sola l’azienda a creare confusione e false aspettative con comunicazioni incerte e poco trasparenti, diviene addirittura fuorviante, a qualcuno in malafede potrebbe apparire proprio strumentale, la comunicazione pervenuta da slc cgil che cavalca la  facile onda del malcontento generale per una reale perdita economica subita a distanza di 20 mesi dal passaggio in Comdata Care e cerca di far passare per ORO quanto con lucidità e consapevolezza il 74% dei dipendenti dell’azienda hanno giudicato INADEGUATO.

E’ a dir poco infelice il tentativo di riproporre come punto di partenza per un nuovo tavolo sul pdr stralci dell’accordo integrativo bocciato dai lavoratori per di più con commenti che sono palesemente errati e fuorvianti e ignorando aspetti determinanti per il raggiungimento di quel premio di risultato.

A tal fine vi alleghiamo il testo integrale di quell’accordo e vi sottolineiamo i punti che probabilmente ne hanno determinato la bocciatura e comunque gli aspetti che già all’epoca abbiamo evidenziato come assolutamente negativi.

FRANCHIGIA: la franchigia introdotta da quell’ipotesi di accordo era di 10 giorni e non di due settimane (14 gg)! L’azienda affermava e Cgil, Cisl e Uil accettavano che essendo questo un premio DI RISULTATO era giusto distribuirlo in base all’effettiva presenza dei lavoratori.

Ma, a parte la franchigia, cosa prevedeva quel modello di PdR?

EBITDA: parametro internazionale che, banalizzando, misura la differenza tra lavoro fatturato (le entrate) e costo di tale lavoro (spese sostenute, a lordo di certe spese non conteggiate nel parametro).

Ogni anno l’azienda fissa un risultato da ottenere: per il 2008/2009 era stato concordato che il premio fosse erogato se l’EBITDA fosse stato pari al 5% del fatturato. Basta che sia POCO O POCHISSIMO PIU’ BASSO per perdere completamente il Premio. Per quanto la speranza sia l’ultima a morire non abbiamo avuto dall’azienda notizie confortanti su l’EBITDA dell’anno fiscale che sta per chiudersi.

ATTENZIONE Il modello di PdR a cui eravamo abituati e che come Coordinamento nazionale Cobas vorremmo ripristinare, aveva degli ammortizzatori: se anche si raggiungeva solo il 90% dell’obiettivo posto per quell’anno, il PdR NON veniva competamente perso, ma VENIVA EROGATO IN MISURA MINORE.

PRODUTTIVITA’ E QUALITA’: in quell’ipotesi di piattaforma integrativa, una volta raggiunto l’obiettivo EBITDA fissato, dal 2009/2010 in poi era prevista l’introduzioni anche dei parametri correttivi in base alla produttività e alla qualità di cui non erano stati definiti i dettagli.

Vi ricordiamo come tali parametri hanno determinato una riduzione del 20% del valore dell’incentivo per il mercato CREDITO nello scorso bimestre che dovrà essere scalato dalla già esigua cifra di 335 euro LORDI per un full time!!!

Tutti voi sicuramente lo ricordate, come ricordate tutti quei punti legati piu` strettamente ai nostri diritti, al nostro quotidiano, che quell’accordo ci toglieva.

Eppure chi ce lo sottoponeva erano gli stessi che avevano sottoscritto l’accordo di cessione, perche` tanto per noi non sarebbe cambiato nulla!

Il fatto e` che se i lavoratori in tanta maggioranza dicono di non volere una cosa, e questa e` invece tanto desiderata dall’azienda, un sindacato responsabile sostiene le istanze che i Lavoratori portano avanti, non continua a pubblicizzare i desideri del padrone; altrimenti chi sta rappresentando?

Il coordinamento nazionale Cobas Comdata Care ha rinnovato la richiesta all’azienda ufficialmente il 20 gennaio 2009, il 2 giugno 2009 e lo rinnoveremo ancora per presentare le istanze dei lavoratori.

C4 Roma

Piano di incentivo

Ciao,

in questi ultimi giorni è forte il disappunto fra tutti noi per le ultime notizie dell’Azienda sul Piano di incentivo. Pare, infatti, non fosse chiaro a tutti i colleghi del nostro sito che nel calcolo del 70% delle presenze individuali che davano diritto all’erogazione della quota di incentivo raggiunta rientrassero tutte le forme di assenza (rol, ferie, malattia, 104, permessi studio, ecc.).

Ci chiediamo se questo equivoco è da imputare esclusivamente ad una nostra superficialità o non, piuttosto, ad una… scarsa chiarezza delle comunicazioni aziendali.

Certo, ci rincuora non poco che nello stesso errore interpretativo siano incorsi anche le colleghe ed i colleghi di altre sedi della nostra Azienda, ad esempio Ivrea, dove le Rsu hanno pubblicato il comunicato che Vi alleghiamo.

Dal canto nostro, non possiamo che ribadire la posizione espressa dalle nostre Rsu e dalla Segreteria Slc-Cgil con il comunicato pubblicato il 27 gennaio scorso e che, per comodità, Vi alleghiamo.

In quel documento le Rsu e la Segreteria Territoriale Slc Cgil sottolineavano che il Progetto di incentivo costituiva un’iniziativa unilaterale dell’Azienda che presentava due rischi:

1) elargire il beneficio economico solo ad una piccola parte di dipendenti;

2) mettere in atto azioni discriminanti fra colleghi.

In quello stesso documento si sottolineava l’importanza dell’istituzione del Premio di Risultato (PdR) perché esso:

1) è concordato tra le parti (Azienda e OO.SS.);

2) è raggiungibile per tutti i dipendenti;

3) ha una durata quadriennale.

Auspichiamo si possano aprire spiragli di una trattativa a livello nazionale per tornare a discutere nuovamente del PdR, magari partendo dall’Ipotesi di Accordo siglata il 16 settembre 2008 e sottoposta al nostro voto il 29 e 30 settembre 2008, con esito negativo.

In essa:

1) si garantiva il Premio di Risultato (PdR) fino al 2012;

2) si riconosceva per l’anno fiscale 2008/2009, l’erogazione di una quota di PdR, ad esempio per un FT al 5° livello di E. 2725,00 lordi;

3) si garantiva l’erogazione del Premio non solo a tutto il personale a tempo indeterminato, ma anche al personale con contratto di apprendistato e di inserimento e al personale somministrato.

L’unico limite stabilito per il riconoscimento del PdR era costituito da una franchigia di due settimane di assenza per malattia, superati i quali si prevedeva una riduzione proporzionale del Premio di Risultato: cioè se ne prendeva una percentuale in meno in rapporto ai giorni di assenza per malattia. Chiaramente tale limite non è stato accettato all’inizio dai sindacati, ma è il risultato di una trattativa. Certo, si introduce un principio che non condividiamo, ma oggi, guardando alle “regole” del piano di incentivazione aziendale, ci  convinciamo che quella forma di incentivazione è migliore di un piano unilaterale dell’azienda e garantisce un minimo di dignità a tutte le persone.

Per comodità, riportiamo quanto era contenuto nel testo: “Il valore del P.d.R. sarà ridotto di tante quote giornaliere quanti sono i giorni di assenza nell’anno fiscale – ad esclusione delle ferie, dei permessi retribuiti, dell’astensione obbligatoria per maternità, dei giorni di ricovero ospedaliero ivi compresi i day hospital e dei permessi retribuiti ex legge n. 104/92 – fatta salva la franchigia per assenza per malattia pari a 10 giorni in ragione d’anno”.

Nell’eventualità si dovessero creare le condizioni per riaprire una trattativa di II livello in cui discutere nuovamente del Premio di Risultato, ci auguriamo tutti che, nell’interesse comune, riusciremo ad analizzare gli eventuali risultati con maggiore serenità.

Comitato degli Iscritti SLC-CGIL

N.B. La presente e_mail è un’iniziativa del Comitato degli Iscritti SLC CGIL di Comdata Care Roma. Se per errore hai ricevuto questa mail e/o non sei interessata/o a ricevere ulteriori comunicazioni da questo indirizzo di posta elettronica, puoi inviare una mail (anche vuota) a questo indirizzo e_mail per cancellarti definitivamente e non ricevere più comunicazioni.

Comdata Care condannata per attività antisindacale

Il 4 maggio 2009: il tribunale civile di Roma, III sezione civile lavoro, condanna la società Comdata Care S.p.A. per attività antisindacale nei confronti dell’Organizzazione sindacale Cobas del lavoro privato consistita nel diniego di procedere a trattenuta sulle relative buste paga dei dipendenti che avevano richiesto cessione del credito mensile in favore dell’Organizzazione sindacale Cobas del lavoro privato.
Tale sentenza dimostra come le motivazioni addotte dall’azienda fino ad oggi erano del tutto pregiudiziali dell’organizzazione sindacale scelta a stragrande maggioranza dai dipendenti Comdata Care di Roma, e non solo, perchè ritenuta maggiormente rappresentativa.

scarica la senzenza

Call Center, arrivano regole nuove l’Authority impone qualità e privacy

da:

L’Aduc polemizza: “In realtà sarebbero già obbligatorie”
di ALESSANDRO LONGO

RIDURRE i tempi di attesa e aumentare l’efficienza dei call center. E che almeno sia gratis chiamarli quando vogliamo reclamare per un disservizio. Queste e altre regole sono fissate nel piano triennale appena varato da Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). Combattono uno dei problemi che più assillano gli utenti alle prese con i propri operatori: i call center, appunto, sui cui difetti esiste un’ampia letteratura nei forum del web. E sono tante le segnalazioni giunte ad Agcom, negli anni, da utenti e associazioni consumatori.

Adesso Agcom presta ascolto a queste voci e impone agli operatori di migliorare progressivamente, dal 2010 al 2012, la qualità dei call center, secondo vari parametri. Va detto che questo piano si applica solo agli operatori di telefonia fissa e mobile, non ai provider internet né alla pay tv (Sky). I call center che offrono sia questi sia quei servizi (come il 187 di Telecom Italia) saranno però tenuti a rispettare le nuove regole.

I parametri riguardano: orari di fornitura di servizio, tempo di attesa prima della risposta, tempo di navigazione (fino al momento in cui la voce automatica ci permette di premere il pulsante per parlare con un addetto), tasso di soluzione dei reclami. Per esempio - fa sapere Agcom a Repubblica.it - per il tempo di attesa: dal 2010 deve scendere a 100 secondi per il fisso e 55 secondi per il mobile. Nel 2011 a 85 e a 50; nel 2012 a 70 e a 45 secondi.
Gli obblighi scattano quindi dal 2010, anche se, in via sperimentale, si proverà a fare valere quelli del prossimo anno anche dalla seconda metà del 2009. S’impone inoltre il diritto al reclamo: deve essere gratis chiamare i call center per questo motivo (mentre 3 Italia fa pagare). L’utente deve poter conoscere quanto tempo ci vorrà per risolvere il problema e avere lo stato di avanzamento della pratica.

I call center dovranno inoltre essere utilizzabili anche dai non udenti, grazie a tecnologie alternative come chat, sms, fax, e-mail. Il tutto, per quanto riguarda le chiamate che dall’utente arrivano al call center. Per quelle di senso opposto, fatte al solito per provare a vendere un servizio, Agcom richiama al rispetto delle norme sulla privacy; controllerà la lista degli utenti chiamati per verificare che gli operatori abbiano ottenuto il consenso da tutti.


Gli operatori sono tenuti inoltre a fare rilevazioni semestrali e annuali sulla qualità dei call center e a pubblicarle sul sito; così non solo Agcom ma anche gli utenti potranno valutare la qualità del servizio. Il tutto promette di cambiare molto i rapporti, adesso sofferti, tra utente e call center, ma c’è chi non è soddisfatto: “in realtà molte delle cose richieste sarebbero già obbligatorie. Come la gratuità dell’accesso ai call center, già indicata nel piano di numerazione nel settore delle telecomunicazioni approvato nel luglio 2008 (delibera n. 26/08/CIR)”, dice Domenico Murrone, di Aduc. Più che nuovi obblighi, per l’associazione queste sembrano proroghe di regole già varate. “Ci chiediamo se l’Autorità ritenga che, concedendo proroghe su proroghe ai gestori, faccia opera di ‘educazione’ dei soggetti che negli anni si sono distinti nel sistematico non rispetto delle leggi e dei diritti degli utenti”, polemizza Murrone.

Giornata ricca di novità, sul fronte delle regole. È di oggi anche una delibera che impone agli operatori di pubblicare in bolletta il codice di migrazione. Serve agli utenti per cambiare operatore di rete fissa (voce e/o Adsl) in modo fluido, senza problemi. La delibera interviene perché molti utenti segnalavano che non riuscivano a ottenere, dal call center del proprio operatore, un codice di migrazione valido e così non riuscivano a cambiare linea in tempi brevi.
(15 maggio 2009)

Selfin, tensione proprietà-operai

da:

Caserta

Alla ex Pirelli si prospetta il ricorso alla mobilità. Morteo, vicenda al capolinea
Ancora tempi bui per il settore industriale in provincia di Caserta. Aziende un tempo fiore all’occhiello del territorio, sono da tempo in crisi, scomparse o finite in mani poco raccomandabili. Un terzo delle imprese in profonda crisi si trova proprio nel casertano, venti per la precisione. Ultime vertenze, ma solo in ordine di tempo quella della ex Pirelli e della Rieter. E alla Selfin è tensione tra proprietà e lavoratori.
maria beatrice crisci

” un quadro abbastanza avvilente quello che si presenta ai nostri occhi nella provincia di Caserta relativamente al settore industriale. Nel territorio di Pignataro Maggiore la situazione è sempre più critica. All’ex Pirelli, infatti, il management aziendale prospetta ben 80 esuberi per l’intero gruppo italiano e per questi già è stato annunciato il ricorso alla mobilità. I tagli potrebbero toccare anche il sito casertano che conta 150 unità. “Non conosciamo ancora nel dettaglio i provvedimenti che saranno adottati”, fanno sapere i sindacati, “ma certamente ci batteremo perchè si possa accedere alla mobilità in modo del tutto volontario quale strumento di accompagnamento alla pensione”.
Per la Rieter già impegnata in un programma di riorganizzazione le cose non vanno certo meglio dal momento che diventa sempre più problematica la trattativa aperta sul programma di armonizzatori contrattuali che dovrà riguardare sia i lavoratori di Marcianise che di Pignataro Maggiore.
Continua, intanto, il braccio di ferro tra Selfin azienda d servizi informatici e i lavoratori casertani dopo che il gruppo torinese ha deciso di optare per la cig per 13 settimane per 45 lavoratori. “L’azienda resta convinta”, sottolineano i sindacati, “che non ci sono alternative in mancanza di lavoro, dopo che è stato portato a termine il piano di smaltimento delle ferie”.
La Rsa ricorda però che il gruppo Comdata ha acquisito la Selfin forte di un contratto quinquennale con la Ibm di 50 milioni di euro, a supporto di tutte le attività di rilancio del gruppo “Rilancio che non si intravede”, si legge in una nota, “tanto da far ritenere che l’acquisizione di Selfin non abbia solide ragioni industriali e per questo vengono messe a rischio le sorti di tanti dipendenti”.
Va detto, poi, che la cassa integrazione che partirà dal primo giugno si aggiunge alle 6 settimane già effettuate nei mesi di febbraio e marzo scorso. Alla Morteo di Sessa Aurunca la situazione non è certo migliore. La vicenda sembra in questo caso arrivata al capolinea dopo gli impegni non mantenuti dall’imprenditore Sartori. Il segretario provinciale della Fiom Cisl Maria Cacciapuoti con l’amaro in bocca sottolinea che “l’auspicio e che le lettere di licenziamento vengano ritirate e che si pensi ad un piano di rilancio dell’azienda. Si deve ripristinare la cassa integrazione in deroga così come è stata firmata fino a dicembre del 2009″.
Sono 350 i cassaintegrati e 250 gli operai dell’indotto rimasti senza lavoro. Il sindaco di Sessa Aurunca più volte ha fatto appello alle istituzioni per una risoluzione della vertenza, ma al momento non c’è nessuna novità. “L’unica speranza rimane”, ricorda la sindacalista della Cisl, “l’incontro di giovedì a Vicenza, allora si conoscerà il futuro della Morteo Industrie”.

Dimissioni RSU

Buongiorno a tutti,
accolgo con piacere la scelta di slc-cgil di riconoscere infine ai Lavoratori la possibilita` di scegliersi realmente la propria rappresentanza sindacale, e pertanto daremo anche noi come COBAS subito seguito a tutte le operazioni necessarie affinche` queste libere elezioni abbiano luogo il prima possibile.
Siamo anche noi lieti di pensare che la prossima RSU non avra` nessun ostacolo allo svolgimento democratico delle proprie funzioni, nessuna logica di imposizione nè ostruzione delle proprie espressioni, elementi che sono certamente ben piu` che semplici alibi; e pertanto siamo lieti di augurare buon Lavoro anche noi alla RSU che verra`.
Ci auspichiamo che la SLC-CGIL voglia portare questo percorso e questa scelta democratica anche nelle altre sedi di quest’azienda, nelle quali e` giusto divulgare la loro democratica posizione; ci auspichiamo che quanto accade nella nostra sede sia solo l’inizio di un indispensabile riconoscimento dei diritti dei Lavoratori che si espanda a macchia d’olio.
Resta inteso che la struttura COBAS e la sottoscritta saranno comunque disponibile in questo breve periodo di vacatio per tutte le problematiche dei Lavoratori e che la sottoscritta rimane in carica come Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza fino a nuove elezioni.
Buon lavoro

Rosanna D’Apolito e COBAS del Lavoro Privato

Dimissioni RSU

da: esternalizzatusorella.bloogspot.com

Care Colleghe, cari Colleghi,

al termine di una lunga riflessione condotta con SLC CGIL Roma e Lazio e valutati i fatti accaduti negli ultimi dodici mesi di attività sindacale in Comdata Care Roma, abbiamo riscontrato l’oggettiva impossibilità a proseguire l’esperienza dell’attuale RSU.

SLC CGIL Roma e Lazio e la sottoscritta prendono atto che l’orientamento prevalente in Comdata Care Roma, espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori nelle assemblee, legittima una linea sindacale alternativa ed incompatibile alla linea di SLC CGIL.

A tal proposito e di concerto con SLC CGIL Roma e Lazio, presenterò le mie dimissioni dall’incarico di RSU, consentendo a tutti di tornare a votare una nuova RSU.

SLC CGIL aprirà immediatamente le procedure delle elezioni, al fine di accelerare le fasi di rielezione della nuova RSU che si svolgeranno con il metodo interamente proporzionale, con rinuncia all’ 1/3 di riserva per le OO.SS. firmatarie del contratto nazionale, così da permettere che l’organizzazione più rappresentativa in Comdata Care abbia la maggioranza delle/gli Elette/i e possa assumersi tutta ed in pieno la responsabilità sindacale di sottoscrivere accordi con l’Azienda, tesi a migliorare le condizioni di vita e reddito di tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori di Comdata Care Roma.

Al fine di evitare la paralisi della RSU in carica, è dunque giusto che ognuno si assuma in pieno le proprie responsabilità, a partire da noi che lo facciamo con questo atto, ma soprattutto da parte di chi in Comdata Care Roma riscuote i maggiori consensi ed a cui oggi spetterà gestire le attività sindacali senza più l’alibi della presenza della SLC CGIL.

La sottoscritta e la SLC CGIL Roma e Lazio augurano alla nuova RSU un proficuo lavoro.

Roma, 27/05/2009

SLC CGIL Roma e Lazio
RSU SLC CGIL Comdata Care

CARA COMDATA TI SCRIVIAMO…

Cara Comdata,

e` tanto tempo che non ti fai sentire, cambiano le stagioni e le prospettive dei Lavoratori, ma tu proprio non ti fai sentire, possibile che tu ci abbia già dimenticati?

Siamo ormai giunti, anzi siamo andati ben oltre, al momento della verifica e condivisione dei risultati del primo bimestre del piano di incentivo, e ad eccezione di accenni sussurrati qua e la a risultati non positivi in nessuna sede, ancora nessuno ha ritenuto di  fornire informazioni ufficiali ai lavoratori che ci hanno creduto, non e` che pensi all’effetto che una comunicazione negativa potrebbe avere sui dipendenti? Non e` che perdi tempo per continuare a spremere gli ultimi candidi di spirito che ancora ci credono?

Recentemente in alcune sedi sono state avviate campagne intimidatorie/esplorative della propria popolazione lavorativa al fine di migliorare la produttività e ridurre l’assenteismo, cara Comdata, queste scelte, lasciatelo dire, sono a dir poco discutibili.

Prima di iniziare con questi colloqui/ test/ verifiche ti sei chiesta cosa ha determinato una flessione nei targhet di produttività e qualità? Ti sei chiesta come mai le percentuali di “assenteismo” sono sempre così alte?

Parli di “assenteismo”? Forse non ti ricordi che Vodafone ha scelto di creare un presunto ramo d’azienda costituito in grossa percentuale da persone che loro malgrado soffrono di patologie che li costringono ad assentarsi spesso o di studenti che usufruiscono del diritto acquisito negli anni dei permessi esami, o di mamme con bambini di età inferiore agli 8 anni che spesso necessitano delle cure dei loro genitori;  quando scegliesti di acquisire quel ramo d’azienda ne eri consapevole?

Sai che chi si ammala, chi studia, chi ha handicap, chi ha familiari con necessità particolari o ha dei figli non può essere giudicato assenteista? CHE DEVE ESSERE RISPETTATO E MESSO IN CONDIZIONE DI SVOLGERE AL MASSIMO IL PROPRIO LAVORO QUANDO É IN AZIENDA?

Poi volevamo chiederti se potevi dirci qualche cosa in più sull’opera di accentramento iniziata lo scorso anno in pompa magna e che con perseveranza diabolica stai completando comunicando nelle singole sedi i cambiamenti che ti riporto:

Milano: la sales support sarà gestita per lo più da interinali e chi lo scorso anno era tornato in cuffia ora riprenderà a gestire attività di credito;

Padova: incremento del reparto attivazioni corporate dopo aver tolto il presidio del credito che aveva ancora;

Ivrea: eliminato il gruppo storico delle attivazioni corporate e incremento dei team che faranno attività di reclami standard;

Roma: regala a Comdata Asti parte dei reclami standard (reclami Vodafone One) e un’altra parte a Comdata Care Ivrea. In cambio, in base a delle previsioni fatte solo su carta, a Roma si gestirà solo la parte dei reclami gn-gnp e reclami adsl che Vodafone si era ripresa a febbraio.

Tutto questo incorniciato in un panorama di informazioni che arrivano da Comdata S.p.A dove si parla di esuberi, di chiusure di sedi…

Tutto questo in una situazione in cui non e` stato definito alcun premio di risultato.

 

CARA COMDATA, QUANDO PENSI DI FARTI SENTIRE?

 

 

In attesa di tue notizie ti salutiamo.

 

  Coordinamento nazionale Cobas Comdata Care

Sabbia nelle fondamenta

riceviamo e pubblichiamo la seguente email.

In Gomorra, Saviano ci aveva avvertito che le case degli Abruzzesi erano piene di sabbia

Davvero toccante rileggere ora, dopo la tragedia in Abruzzo, le parole di Saviano nel libro “Gomorra“. Aprite a pagina 236 e leggete:

Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz’Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova.

Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell’Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?

Impregilo! Si, sempre lei.
La stessa che ha causato l’emergenza rifiuti a Napoli.
La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. (Vedi: Video delle Iene)
La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi.

Leggi la notizia

La stessa che ha vinto l’appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

E’ l’Impregilo che ha costruito l’ospedale San Salvatore dell’Aquila caduto come se fosse di cartapesta.

Chi diavolo è questa società dall’enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlerà di lei?
Anche questa volta la passerà liscia?

Rabbia. Rabbia. Rabbia.

PS: Se per qualcuno la prima fonte non fosse sufficiente segnalo che basta andare sul sito dell’Impregilo e ricercare “Ospedale” per leggere:

In questo settore IMPREGILO ha realizzato sia in Italia che allestero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.
In Italia
• Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 posti letto, 21 camere operatorie.
• Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all’avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3,
210 posti letto, 7 camere operatorie.
• Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12 camere operatorie.
• Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV.
• Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto.
• Ospedale di Viareggio: 80.000 m2, 600 posti letto.
• Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto.
Inoltre,
ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio.


Oppure ricercare direttamente “San Salvatore” per leggere:

Tra le acquisizioni effettuate giova ricordare:

Autopista Oriente Poniente (Cile), RSU Campania, Rio Chillon (Perù), Ospedale St. David’s (Inghilterra), Chattahoochee tunnel e Laboratorio Fermi (Stati Uniti), Strada Ebocha-Ndoni (Nigeria), Ospedale San Salvatore (L’Aquila) e ristrutturazione Hyatt Hotel (Milano).


Roberto Raspanti
T.NO.NPO.WBA Operations

#SCIOPERO Comdata - Ivrea (TO) 23 marzo 2009 - 23/03/09

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E’ a dir poco infelice il tentativo di riproporre come punto di partenza per un nuovo tavolo sul pdr stralci dell’accordo integrativo bocciato dai lavoratori per di più con commenti che sono palesemente errati e fuorvianti e ignorando aspetti determinanti per il raggiungimento di quel premio di risultato.

A tal fine vi alleghiamo il testo integrale di quell’accordo e vi sottolineiamo i punti che probabilmente ne hanno determinato la bocciatura e comunque gli aspetti che già all’epoca abbiamo evidenziato come assolutamente negativi.

FRANCHIGIA: la franchigia introdotta da quell’ipotesi di accordo era di 10 giorni e non di due settimane (14 gg)! L’azienda affermava e Cgil, Cisl e Uil accettavano che essendo questo un premio DI RISULTATO era giusto distribuirlo in base all’effettiva presenza dei lavoratori.

Ma, a parte la franchigia, cosa prevedeva quel modello di PdR?

EBITDA: parametro internazionale che, banalizzando, misura la differenza tra lavoro fatturato (le entrate) e costo di tale lavoro (spese sostenute, a lordo di certe spese non conteggiate nel parametro).

Ogni anno l’azienda fissa un risultato da ottenere: per il 2008/2009 era stato concordato che il premio fosse erogato se l’EBITDA fosse stato pari al 5% del fatturato. Basta che sia POCO O POCHISSIMO PIU’ BASSO per perdere completamente il Premio. Per quanto la speranza sia l’ultima a morire non abbiamo avuto dall’azienda notizie confortanti su l’EBITDA dell’anno fiscale che sta per chiudersi.

ATTENZIONE Il modello di PdR a cui eravamo abituati e che come Coordinamento nazionale Cobas vorremmo ripristinare, aveva degli ammortizzatori: se anche si raggiungeva solo il 90% dell’obiettivo posto per quell’anno, il PdR NON veniva competamente perso, ma VENIVA EROGATO IN MISURA MINORE.

PRODUTTIVITA’ E QUALITA’: in quell’ipotesi di piattaforma integrativa, una volta raggiunto l’obiettivo EBITDA fissato, dal 2009/2010 in poi era prevista l’introduzioni anche dei parametri correttivi in base alla produttività e alla qualità di cui non erano stati definiti i dettagli.

Vi ricordiamo come tali parametri hanno determinato una riduzione del 20% del valore dell’incentivo per il mercato CREDITO nello scorso bimestre che dovrà essere scalato dalla già esigua cifra di 335 euro LORDI per un full time!!!

Tutti voi sicuramente lo ricordate, come ricordate tutti quei punti legati piu` strettamente ai nostri diritti, al nostro quotidiano, che quell’accordo ci toglieva.

Eppure chi ce lo sottoponeva erano gli stessi che avevano sottoscritto l’accordo di cessione, perche` tanto per noi non sarebbe cambiato nulla!

Il fatto e` che se i lavoratori in tanta maggioranza dicono di non volere una cosa, e questa e` invece tanto desiderata dall’azienda, un sindacato responsabile sostiene le istanze che i Lavoratori portano avanti, non continua a pubblicizzare i desideri del padrone; altrimenti chi sta rappresentando?

Il coordinamento nazionale Cobas Comdata Care ha rinnovato la richiesta all’azienda ufficialmente il 20 gennaio 2009, il 2 giugno 2009 e lo rinnoveremo ancora per presentare le istanze dei lavoratori.

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#SCIOPERO Comdata - Ivrea (TO) 23 marzo 2009 - 23/03/09